Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

** TROINA …CULLA DEI NORMANNI Istituto Comprensivo Scuola Materna Elementare e Media “Campanella – Sturzo” Catania

Dirigente Scolastico: Lino Secchi

Scritto dagli alunni della V A e V B

Per ritrovare le nostre radici talvolta dobbiamo risalire le pendici di due monti, come il Muganà ed il Pantheon, che nel cuore della Sicilia custodiscono come gemma preziosa Troina, antichissimo centro le cui origini si fanno risalire al neolitico. Da sempre sito ambìto per la sua posizione strategica, da Troina passarono Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni. Attraversando il suo centro storico con le tante viuzze strette che si intersecano, sembra ancora di sentire echeggiare, trasportate dal vento di tramontana, le antiche storie e le leggende medievali… (G. Catanzaro e Z. Navarra)

Le origini di un paese: come nacque, chi lo fondò, come si sviluppò…

Presentazione

La Sicilia offre una pluralità e diversità non solo di itinerari storici, ma di aspetti sociali, economici, politici, artistici, linguistici che costituiscono motivo di stupore, occasione di scoperta e stimolo a studiare per noi stessi siciliani.

Dei guai, dei mali che affliggono i Comuni del centro-Sicilia si parla abbondantemente e spesso con toni fatalistici e rassegnati; molto meno si parla di ciò che andrebbe valorizzato, delle potenzialità per una promozione di iniziative atte a lenire alcune piaghe.

Ed è sapendo cogliere il “bello” sin da bambini e da ragazzi che può venire una spinta a non vivere passivamente da stranieri o da spettatori nella propria terra, nella propria città, nella propria Isola. Ecco, perché noi ragazzi delle classi quinte (sez. A e B) siamo stati stimolati dalle nostre insegnanti, alla conoscenza di una città che, oggi sconosciuta ai più, nel passato, soprattutto durante il periodo Medievale, è stata culla della civiltà Normanna. Abbiamo consultato testi che parlano della città, la guida della locale Associazione “ Pro loco”, depliants vari. Abbiamo preparato e degustato anche uno dei prodotti tipici.

È stato un bellissimo “viaggio” tra storia e tradizione.

 

La Città, le origini, le tradizioni…

La città, arroccata a 1.120 metri di quota, a cavallo tra i due monti MUGANÀ e PANTHEON, domina dall’alto un vastissimo territorio da dove si possono godere splendidi panorami delle province di Enna, Catania, Messina, Siracusa e Palermo.

L’Etna si vede all’orizzonte con la sua lava e le sue nevi e sembra voler salutare questa roccaforte dei Nebrodi. Per la sua elevata posizione, e non avendo nessuna protezione naturale, Troina si trova esposta a tutti i venti, maggiormente a quello di “Tramontana” che ne rende il clima piuttosto rigido d’inverno.

Per la presenza della Diga Ancipa, che crea il lago Sartori, a volte fa capolino la nebbia; le precipitazioni nevose invece non sono più quelle di una volta.

Troina è un’antichissima cittadina dell’entroterra siciliano, in provincia di Enna, e vanta un passato molto nobile.

Il sito era già stato occupato in epoca preistorica come testimoniano tracce di insediamenti umani risalenti al Neolitico, una necropoli ubicata sul monte Muganà ed una “fattoria” del ’3000 a.C., ritrovata in recenti scavi archeologici.

Alcuni storici ritengono che si tratti dell’antica ENGYON, sede del famoso tempio dedicato alle Dee Madri: secondo altri, si tratterebbe dell’antica IMAKERA, città greca che coniava monete. Per la sua posizione strategica, fu un importante presidio militare sia nel periodo greco e romano che durante le dominazioni bizantina e araba.

Troina conobbe il massimo splendore con i Normanni in Sicilia.

Il Conte Ruggero d’Altavilla la scelse come roccaforte e capitale del suo Regno.

Il Gran Conte fondò due abbazie basiliane: San Michele Arcangelo e Sant’Elia di Ambulà ed una chiesa dedicata alla Vergine Assunta che elevò a Cattedrale quando istituì il primo Vescovado normanno in Sicilia (1082). Nel 1088 Ruggero ricevette il Papa Urbano II.

Il centro storico, dove strette viuzze si intrecciano tra loro, sembra echeggiare le antiche storie e leggende del medioevo.

Il monacherismo ebbe grande sviluppo, il copro tettore è proprio un monaco basiliano, S. Silvestro monaco di Troina.

Molto bello il lago Sartori (Diga Ancipa), luogo nel quale i colori a tinte forti contrastano tra loro, creando uno spettacolo unico.

A Troina si trova anche un centro di Ricerca, Sperimentazione e Prevenzione dell’handicap che ospita individui diversamente abili con le loro famiglie, quale centro di cura e prevenzione.

Interessante anche la tradizione gastronomica. Tipica la “vastedda cu sammucu”: una gustosa focaccia impastata con farina di grano duro ed uova, farcita con tuma e salame e cosparsa con fiori di sambuco (sambucus nigra). È preparata durante il periodo primaverile, alla fioritura della pianta.

 

Conclusione

 

Trovandoci a fare una riflessione sulla nostra esperienza e venendo a contatto con la “bellezza” fatta arte” ci sentiamo tutti desiderosi di conoscere da vicino l’immenso patrimonio artistico della nostra Sicilia.

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