Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* MUSEO INTERNAZIONALE DELLE MARIONETTE “ANTONIO PASQUALINO” di Sergio Di Matteo

Lions Club Palermo New Century Presidente: Giuseppe Candura

La memoria delle nostre radici spesso muove e ripercorre idealmente i fili, armonicamente intrecciati, della storia, della cultura e delle nostre belle tradizioni, così come il movimento impresso dal burattinaio fa vibrare i fili delle marionette dando loro vita e facendole muovere nello spazio… Questo mondo incantato, che da sempre suscita forti emozioni in grandi e piccini, perpetua ancora la sua magia e il suo sogno, grazie all’incessante attività dell’Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari di Palermo che nel 1975 ha fondato il Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino”.(G. Catanzaro e Z. Navarra)

IERI E OGGI – CENNI STORICI

Fondato nel 1975 dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, il Museo internazionale delle marionette oggi intitolato ad Antonio Pasqualino si è costantemente ispirato ai principi della moderna museografia e all’attività teatrale, diventando così uno dei migliori esempi di ricerca museografica sul teatro.

L’idea del museo, che restituisse alle nuove generazioni pratiche teatrali tradizionali, scaturisce da un dibattito e da una riflessione su un moderno concetto di museografia folklorica di cui la città di Palermo fu crogiuolo.

Il primo nucleo del museo fu ospitato nei locali di Palazzo Fatta a Piazza Marina. I reperti esposti provenivano soprattutto dalle collezioni private di Antonio Pasqualino e di Antonino Buttitta, che non si limitarono all’incetta del materiale che finiva sul mercato ma si dedicarono soprattutto ad un attento e sistematico studio delle pratiche teatrali tradizionali e a una loro rigorosa documentazione.

L’associazione fu luogo di dibattito culturale molto vivace e vide nascere e maturare l’idea di un nuovo e dinamico museo in opposizione anche alla situazione statica e di abbandono in cui versava il museo etnografico intitolato a Giuseppe Pitrè.

Nella prima sede di Palazzo Fatta non è casuale che siano state ospitate mostre temporanee che diedero impulso a una rinnovata opera di documentazione, sia relativa alle forme del lavoro tradizionale in Sicilia, sia relativa alle forme di arte figurativa popolare.

Il museo ospita una collezione di 3500 pezzi provenienti da tutto il mondo, comprendenti marionette, pupi da calzare come un guanto, pupi ombra e diversi scenari; l’annessa biblioteca “Giuseppe Leggio” possiede circa 3000 volumi sul teatro di figura e sulle tradizioni popolari.

Tra le varie iniziative promosse, particolare attenzione viene data, da un lato all’attività teatrale – volta sia alla produzione di spettacoli innovativi che alla promozione dello spettacolo tradizionale dell’opera dei pupi – e dall’altro alla didattica: visite guidate con proiezioni video, seminari teorico- pratici sulle varie tradizioni del teatro di animazione, dimostrazioni di tecniche di manovra vengono organizzati sia per le scolaresche che per gli insegnanti e gli operatori scolastici.

Oggi la fervida attività del museo, ospitato nei nuovi locali di Via Butera, trova il suo punto focale nel Festival di Morgana, manifestazione che, oltre a spettacoli del tradizionale teatro dei pupi, include forme teatrali tradizionali e sperimentali di ogni angolo del mondo.

Il museo espone una ricca collezione di pupi siciliani, burattini, marionette, nonché attrezzature sceniche di diversi paesi d’Europa e d’oriente.

Una sala è dedicata ad una raccolta di pezzi del trapanese, del catanese e del palermitano.

Da segnalare, in un’altra sala, per il pregio artistico e l’interesse, le marionette del Vietnam; la collezione di “ombre” greche (Karaghiozis) e turche (Karagöz), in pergamena e legno, di grande fascino; ombre e marionette orientali; una bellissima orchestra della Birmania scolpita in legno; marionette create da celebri artisti contemporanei come Guttuso, Enrico Baj e Kantor.

Le marionette ed i pupi possono animarsi per degli spettacoli a richiesta. Annessa al museo vi è una biblioteca monotematica ed una videoteca sulle tradizioni popolari siciliane e non. In questo contesto il Museo delle Marionette è uno dei più felici esempi di ricerca teatrale all’interno di un museo.

Con l’intenzione di promuovere il teatro e le tradizioni connesse, l’Associazione ha fatto il massimo per vent’anni per mantenere vivo l’interesse per la rappresentazione siciliana delle marionette, per le nuove tecniche di animazione e di teatro sperimentale.

Le normali attività del museo, che attrae annualmente quindicimila visitatori, possono essere suddivise nelle seguenti 4 categorie:

1. Documentazione e ricerche riguardanti il teatro figurativo, con particolare attenzione al teatro dei pupi e al teatro epico del sud-est asiatico;

2. Attività produttiva strettamente collegata ai metodi tradizionali del teatro delle marionette o alle innovazioni introdotte attraverso la collaborazione di famosi artisti come Guttuso, Kantor, etc…;

3. Il Festival di Morgana, una stagione dedicata alla rappresentazione dei burattini e al tradizionale teatro dei pupi, e all’incontro dei diversi filoni dei teatri italiani e internazionali, unendo tradizione e innovazione;

4. Attività promozionali, attraverso l’organizzazione di incontri ed esibizioni in Italia e all’estero (Caracas, Aarhus, Houston, Edimburgo, Berlino, Amsterdam, Parigi, Salisburgo e Siviglia) e per mezzo di contatti stabiliti con scuole, organizzando seminari riguardanti le diverse tradizioni del teatro animato e corsi per insegnanti.

L’OPERA DEI PUPI

L’opera dei pupi è il teatro tradizionale delle marionette dell’Italia meridionale e presenta tre distinte tradizioni, quelle di Palermo, Catania e Napoli. I pupi di Palermo sono alti 80 cm, hanno il ginocchio articolato e sono manovrati dai lati del palcoscenico; quelli di Catania sono alti 120 cm hanno il ginocchio rigido e sono manovrati dall’alto, da un ponte montato dietro il fondale; i pupi di Napoli sono alti 100 cm, hanno il ginocchio articolato e sono manovrati da un ponte montato dietro il fondale.

Le lunghe storie che venivano raccontate, rappresentate a puntate anche per molti mesi di seguito, erano ispirate alla letteratura epico-cavalleresca e più in particolare al ciclo carolingio. Il repertorio tradizionale comprendeva anche storie di santi e di banditi, eventi storici o drammi shakespeariani.

Lo spettacolo del giorno era pubblicizzato attraverso l’uso di cartelli decorati. A Palermo questi erano dipinti su tela e divisi in scacchi, di solito otto, che illustravano i vari episodi. A Catania ogni episodio veniva dipinto su un foglio di carta da imballaggio. I cartelli napoletani, infine, erano dipinti su fogli di carta.

Oggi lo spettacolo si conclude in una serata, e i cartelli hanno ormai soltanto funzione decorativa.


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Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari Via Butera, 1 – 90133 Palermo tel.: 091/328060 – fax: 091/328276 e-mail: mimap@museomarionettepalermo.it Direttore: JannVibaek Pasqualino

 

Lions Club Palermo New Century Presidente: Giuseppe Candura
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