Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* MADONNA DELLE LACRIME: IL PRIVILEGIO DI UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE di Franco Cirillo

Lions Club Siracusa Host Presidente: Luciano Cappuccio

“Così come da una brocca di acqua fresca di fonte può essere riempito un calice”, così l’esperienza di un miracolo può “riempire” la vita di chi lo ha personalmente vissuto e quella di un’intera comunità, costituendo, da quel momento per sempre, un punto focale nella memoria storica e nel cuore di una città. Per Siracusa la Madonna delle Lacrime rappresenta il simbolo di rinascita spirituale e sociale, adesso come in quel lontano 29 agosto 1953, giorno nel quale il miracolo avvenne…(G. Catanzaro e Z. Navarra)

Non sempre è facile riportare per iscritto quelle che sono le esperienze, le sensazioni, i tratti di vita vissuti, soprattutto se chi è chiamato a questo arduo compito non è uno scrittore. Cionondimeno, con grande umiltà, mi accingo a raccontare una mia esperienza personale che ha riempito la mia vita così come da una brocca di acqua fresca di fonte può essere riempito un calice.

Era un tardo pomeriggio di agosto, nell’ormai lontano 1953, uno di quei classici pomeriggi di una estate siracusana, caldi ma non sciroccosi, lenti a trascorrere come può essere lenta una giornata di un bambino che, non gravato da impegni scolastici, trascorre le sue ore alla ricerca di qualcosa che possa attirare il suo interesse. Per me l’impegno da assolvere per quella giornata era chiaro e pressante: infatti l’indomani, 30 agosto, ricorrendo l’onomastico di mia madre, (allora si celebrava la festa di Santa Rosa da Lima), desideravo ardentemente comprare un piccolo pensiero con il quale dimostrarle il mio affetto.

Come tutti i bambini, nutrivo un forte sentimento nei confronti di mia madre, ma nel caso mio questo sentimento era rafforzato dal fatto che la vedevo soffrire tanto a causa di una malattia che progressivamente la stava costringendo sempre di più a letto, peraltro con forti sofferenze sul piano fisico, e ciononostante lei era sempre con il sorriso sulle labbra, aveva sempre una parola dolce per tutti, ascoltava con attenzione le vicende che parenti o amici le raccontavano cercando in lei un consiglio o un conforto.

Desideravo veramente fare questo piccolo regalo e così raccolsi quei pochi soldini che avevo messo da parte e uscii di casa per recarmi in “centro” alla ricerca di un negozio dove poter acquistare qualcosa che potesse essere gradita a mia madre. Noi abitavamo in una casa nella immediata periferia dell’allora centro storico. Siracusa aveva il suo centro nell’ isola di Ortigia estendendosi attraverso il ponte umbertino fino alla zona della stazione ferroviaria in direzione ovest e fino alla borgata Santa Lucia in direzione nord ovest.

Era proprio qui che io abitavo, nella borgata Santa Lucia; d’altra parte non esisteva, a quei tempi, tutto l’agglomerato della Siracusa moderna che poi, dipartendosi da corso Gelone, si andò sviluppando fino ad arrivare alle dimensioni di oggi. Quindi, come dicevo, presi il mio gruzzolo e cominciai a scendere per la via Pasubio, da casa mia, percorrendo questa strada nella direzione che mi avrebbe portato verso il centro. Intersecai la via degli Orti di San Giorgio, una piccola stradella con case basse, appena il piano terra, edificate in muratura e con i tetti spioventi ricoperti da tegolato chiaro: il classico coppo siracusano, costruito a quei tempi nelle fornaci della penisola della Maddalena.

Guardando alla mia sinistra vidi che davanti a una di queste povere case c’era un assembramento di gente che si affannava nel cercare di varcare l’uscio spalancato e stranamente presidiato da un agente della questura; questi, indossando la classica divisa grigioverde, faticava a contenere questa folla sempre più pressante. La mia curiosità, o forse qualcos’ altro, mi indusse ad avvicinarmi alla folla che via via aumentava per l’accorrere di altra gente. Arrivato davanti alla casa di via degli Orti evidentemente trovai un muro umano, quasi inaccessibile e peraltro concitato, ma questo non mi spaventò. Io “dovevo” entrare.

Quasi mi intrufolai tra le gambe delle persone che si accalcavano; d’altra parte avevo solo 8 anni e questo mi permise di entrare. Non so se riuscii a fare breccia in quel muro umano, non so se ci fu una specie di rispetto da parte delle persone, tutte adulte, nei confronti di un bambino, non so se ci fu qualcos’altro, so solo che riuscii ad entrare superando anche l’ultimo ostacolo rappresentato da quell’agente della questura che, con tutta la sua possanza fisica e con il piglio autoritario conferitogli dalla divisa, era a guardia di quell’uscio.

Entrato dunque in quella casa mi trovai in una stanzetta molto piccola, che sicuramente era l’ingresso di quella abitazione; infatti non c’era alcun mobile che indicasse quale potesse essere la destinazione d’uso di quella stanza, ma, come dicevo, anche per le dimensioni e per l’assenza di arredamenti, quella stanza era sicuramente l’ingresso. Sulla sinistra, rispetto all’uscio, c’era un tavolino molto piccolo, quello che noi oggi chiamiamo una “buffetta”; sul tavolino c’era steso un lenzuolo bianco, su questo lenzuolo un cuscino anch’esso bianco e sul cuscino un capezzale in gesso su lastra di opale nero, rappresentante la Madonna.

Mi avvicinai a questo capezzale, arrivai addirittura con il mio viso a pochi centimetri dal calco in gesso rappresentante la Madonna, grazie al fatto che la mia altezza faceva proprio coincidere il mio viso con lo stesso viso della immagine della Madonnina. Ed è qui che, con grande stupore, vedo sgorgare dall’occhio sinistro prima e quindi subito dopo dall’occhio destro due lacrime, nello stesso punto della rima palpebrale da dove sgorgano le lacrime umane.

La Madonna stava piangendo. Così tutti gridavano, la folla fuori nonché quelle poche persone che nel frattempo erano entrate, gridavano tutte al miracolo. Ma io ero là, io stavo vedendo quello che succedeva, veramente dagli occhi del quadretto in gesso sgorgavano lacrime. Io le ho viste. Sì, sono un testimone della “Madonna delle Lacrime”, uno dei pochi ancora in vita, data la mia giovane età quando ebbi il privilegio di assistere a questo “Miracolo”.


 

Lions Club Host Siracusa
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