Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* LA VALORIZZAZIONE TURISTICO-CULTURALE DI UN CENTRO DI ORIGINE NORMANNA: AIDONE di Elena Di Blasi

Lions Club Catania Faro Biscari Presidente: Elena Di Blasi

La fitta rete delle radici del nostro passato, superando  idealmente interi territori, giunge nel cuore  della Sicilia, nella provincia di Enna, dove “si imbatte”  in Aidone, centro tipicamente medievale. A soli 4  km. di distanza da esso, ecco Morgantina, sito di inestimabile  valore archeologico tra i più importanti  d’Europa, dove tre dominazioni antiche, sicula, greca  e romana, hanno lasciato indubbie tracce di un fulgido  passato. (G. Catanzaro e Z. Navarra)

Il territorio della provincia di Enna, “cuore della  Sicilia”, se da un lato evidenzia i caratteri tipici  di area interna, dall’altro offre ambienti naturali e  modi di vita ispirati alla tradizione rurale che esercitano  un indubbio fascino sul visitatore, attratto  dai piccoli e medi centri compatti, isolati nella  nuda campagna e sulle alture, e dalla singolarità  del paesaggio, nel quale sono impressi i segni di  culture sovrappostesi nel corso dei secoli, che  hanno lasciato le loro tracce indelebili. Questi  centri minori conservano una loro identità locale,  ricca di significati, che merita di guadagnare spazio  nei processi di valorizzazione delle attività turistiche.  In essi emergono stratificazioni storiche  che sono il risultato della vitalità di un passato più  o meno antico, ma anche i segni dell’odierna condanna  all’emarginazione. A queste stratificazioni  concorrono tradizioni e folklore, che ancora oggi  si perpetrano costituendo l’anello di congiunzione  tra il presente ed il passato e fattori suscettibili di  riscoperta e valorizzazione. Tra i centri minori  dell’Ennese una particolare attenzione, dal punto  di vista della riscoperta e della valorizzazione va  rivolta ad Aidone, un piccolo centro a 35 km. da  Enna ed a 890 m. d’altitudine, che si affaccia sulla  Piana di Catania, centro di origine antica, che  gran parte della tradizione storica e documentaria  fa risalire al periodo normanno, di cui conserva  ancora oggi la tipica fisionomia. Fu fondato da un  gruppo di coloni di origine lombarda, giunti in  Sicilia al seguito del Conte Ruggero, anche se l’assetto  urbanistico e monumentale del suo nucleo  centrale sembra essersi definito in epoca anteriore.

Questo stanziamento di coloni provenienti dal  nord viene confermato dalla presenza di elementi  linguistici tipici dei dialetti settentrionali nell’idioma  locale, ancora oggi di uso corrente.

Le persistenze di origine normanna di Aidone  lo rendono adatto ad essere inserito in un itinerario  turistico culturale che si richiami alla tradizione  normanno-sveva della Sicilia interna (Ruggiero  e Scrofani, 1999, p. 103, vedi anche Luigi  Scrofani nello stesso testo).

Il suo sito, a quasi 900 m. d’altitudine, poco  accessibile e facilmente difendibile, conferisce  all’abitato un’impronta tipicamente medievale, in  cui si scorgono i simboli predominanti dell’epoca,  ovvero il castello, (famoso è infatti quello di Gresti  o Pietratagliata), i palazzi nobiliari e le chiese che  lo rendono per molti versi simile a quei centri che  potrebbero considerarsi altri punti nodali di tale  itinerario: Troina e Nicosia.

Aidone fu una città feudale particolarmente  importante in epoca medievale e fino alla dominazione  aragonese, per il ruolo che svolgeva all’in-  terno dei domini di potenti feudatari, i  Chiaramonte, i Gioeni ed i Colonna. Le prime  notizie su Aidone risalgono al 1150, ma probabilmente  a quell’epoca era un modesto casale con  poche decine di famiglie: invece un secolo dopo  era un “castrum”, ovvero un borgo murato con  molti abitanti insediati nello spazio che comprende  il castello e l’attuale piazza del Municipio. La  sua importanza era strettamente connessa allo status  giuridico di “Universitas civium” che garantiva  autogoverno e rappresentatività. Le alterne  vicende, come la guerra contro gli Angioini, le  carestie e le epidemie di peste nera, che interessarono  la Sicilia e questo centro sino al XIV secolo,  lo vedono ancora come un borgo demaniale con il  castello, il cui ruolo ebbe un’importanza prioritaria  sulle vicende che portarono alla fine del regno  di Sicilia e all’inizio della dominazione spagnola,  portatrice di benessere e crescita demografica.  Sino a quel momento il primo nucleo urbano corrispondeva  al quartiere San Lorenzo, con la chiesa  ad esso dedicata; successivamente l’abitato cominciò  ad espandersi ad est sino a formare il quartiere  San Giacomo. La chiesa di San Leone, edificata  nella seconda metà del Quattrocento, volle saldare  simbolicamente il vecchio nucleo con il  nuovo. Nel XVII secolo Aidone raggiunse un  forte sviluppo economico e demografico e cominciò  ad espandersi ad ovest e a sud inglobando orti  e giardini e nel 1630 fu costruito il quartiere dei  Cappuccini. Il megasisma del 1693 fece sentire i  suoi effetti disastrosi anche ad Aidone con un  bilancio di cinquanta vittime e danni irreparabili  al patrimonio artistico fino a quel momento esistente.  Nel XVIII secolo l’opera di ricostruzione  avviata nella Sicilia orientale coinvolse anche  Aidone e le tracce del nuovo operato sono ancora  visibili negli elementi barocchi sovrappostisi alle  strutture esistenti. Ma la crisi demografica ed economica  cominciata in seguito al terremoto continuò  per tutto il Settecento fino al 1817, anno in  cui fu abolito il regime feudale. Durante questo  periodo numerosi personaggi illustri diedero vitalità  a questo centro; tra questi Filippo Cordova  che diventò Ministro delle Finanze del Governo  siciliano ed abolì la tassa sul macinato e che ebbe  numerosi incarichi dal Cavour. Nel XIX secolo lo  sviluppo legato all’industria zolfifera ebbe come  conseguenza il raddoppio della popolazione da  4.483 abitanti nel 1831 ad 8.535 nel 1901; questo  comportò un ulteriore spostamento della  popolazione nei pressi della chiesa di San Leone  da cui si diramavano le principali vie della città.  Nel corso del ’900 il centro cittadino si è ulteriormente  spostato a sud attorno alla piazza Filippo  Cordova. Il numero degli abitanti è cresciuto toccando  il massimo storico nel 1951 (10.106) per  registrare una forte concentrazione nel 1991  (7.2759), soprattutto per la chiusura delle miniere  (Nigrelli, 1997, pp. 10-15).

Similmente a Troina e Nicosia, inoltre, Aidone  conserva alcune feste tradizionali di tipo religioso  particolarmente  suggestive come  quella della Settimana  di Pasqua,  che si articola in  una sequenza di  scene all’aperto  incentrate sul rito  collettivo dei Giganti  o Santuna:  dodici enormi statue  raffiguranti gli  apostoli che cercano  il Cristo Risorto,  che introducono  gli spettatori al mistero della sacralità di un  tempo. L’origine di questa ritualità si fa risalire probabilmente  all’epoca della Controriforma, quando  la chiesa, per riconvertire il popolo alla religione  cattolica, tentò mediante queste rappresentazioni di  piazza di infondere suggestione e passione nelle  popolazioni per ritrovare il cammino della fede  autentica. Ancora oggi questi riti si osservano puntualmente  e ad essi prende parte l’intera popolazione,  che con grande commozione e religiosità intona  le litanie per le strade. L’attaccamento alle tradizioni  è talmente forte che quando negli anni ’60 il  Vescovo decise di apportare modifiche al rituale,  scoppiarono risse tra la popolazione tanto violente  da portare in alcuni casi alla carcerazione di innumerevoli  individui (Artino, 1999, p. 4). Un’altra  festa religiosa è quella di San Lorenzo del 10 agosto,  ma particolarmente importante è la “Grande Festa”  che si svolge con cadenza decennale, nota anche  come “u battimentu”, soprattutto per il riferimento  alla tradizione storica di un torneo durante il quale  le fazioni dei lombardi e dei saraceni combattono a  cavallo accanitamente. Di tono diverso, con una  connotazione tipica della sagra popolare, è invece la  festa di San Filippo Apostolo “u Nir” per la statua  nera del santo che si celebra il 1° maggio.  Caratteristica è la processione dei fedeli che giungono  a piedi da molte parti della Sicilia, per questo è  chiamata “festa dei forestieri”, ripercorrendo a piedi  scalzi, i sentieri tortuosi di un tempo che conducono  alla Chiesa del Santo.

Lungo il percorso sono caratteristiche le bancarelle  con le “zagarelle”, nastrini colorati che i devoti  acquistano e che strofinano ai piedi della statua in  segno di benedizione (Scinardo, 1999, p. 5).  Un’altra festa di tipo popolare particolarmente sentita  nell’Ennese è quella di Carnevale che ad Aidone  assume caratteristiche diverse per molti fattori:  innanzitutto per i tempi di svolgimento, in genere  da gennaio sino ad oltre le Ceneri, e per le modalità.  È consuetudine infatti organizzare “i festini a  casa” a cui possono partecipare tutte le persone solo  se “mascherate” ed entrare nelle case liberamente,  purchè entro la mezzanotte.

Ma Aidone e il suo territorio possiedono anche  beni culturali che si richiamano alla vita ed al  lavoro di epoche più recenti, come la miniera del  Borgo Baccarato, che ebbe un ruolo rilevante nel  XIX secolo, quando l’economia della Sicilia interna  venne ravvivata dalla produzione zolfifera (Trovato,  1997, p. 20). Queste strutture di archeologia  industriale rappresentano infatti uno degli elementi  dell’identità locale, caratterizzando con  un’impronta visibile il paesaggio, ma ancora più  profondi sono i segni lasciati nei ricordi della  società locale dal duro lavoro nella miniera e dalle  lotte per il miglioramento delle condizioni di vita  e di lavoro degli operai.

Ad arricchire di beni culturali il territorio di  Aidone concorre in maniera decisiva la celebre  Morgantina*, a poco  più di 4 km. dall’abitato,  che ha subito per  così dire una notorietà  “a ritroso”, ovvero soltanto  nella seconda  metà del secolo scorso è  venuta alla ribalta  quando una squadra di  archeologi provenienti  dalla Università americana  di Princeton ha  iniziato gli scavi sul suo  sito, riportando alla luce una vera e propria città.  Citata da autorevoli fonti storiche come Diodoro  Siculo, Strabone, Tucidide e Tito Livio, Morgan  tina è ritenuta dagli esperti tra le più importanti  aree archeologiche d’Europa,  ma purtroppo  quasi del tutto sconosciuta  dal punto di vista  turistico. In considerazione  dell’inestimabile  valore archeologico Morgantina  potrebbe essere  inserita in un itinerario  parallelo a quello normanno-  svevo, in modo  da valorizzare ulteriormente  le sue prerogative  anche nell’ambito di un circuito comprendente  altri parchi archeologici della Sicilia (Bell,  1999, p. 14). Non meno importante per la valorizzazione  turistica è il fatto che il territorio di  Aidone ricade all’interno della Riserva Naturale  Orientata Boschi di Rossomanno, Grottascura,  Bellia, un antico rimboschimento a conifere con  un’estensione di 2.011,4 ettari, gestito dall’Azienda  Demaniale Foreste che provvede alla sua  tutela.

Nel complesso, un progetto per la riscoperta e  la rivalorizzazione di Aidone e del suo territorio  può contare su molteplici risorse, dalle strutture  urbanistiche e dalle emergenze storico-architettoniche  alle tradizioni ed al folklore, dagli usi e dai  costumi di un mondo rurale tipico delle aree  interne dell’ Isola alle tradizioni del lavoro agrario  e delle miniere, offrendo al visitatore elementi  peculiari di attrazione nell’ambito di uno o più  itinerari e alle comunità locali nuove possibilità di  riscatto.

 

* Risultato di tre dominazioni antiche: sicula, greca e romana, fu fondata con ogni probabilità nel I millennio a. C. dai Morgeti, un  gruppo di coloni provenienti dal continente, al seguito del re Morges, da cui deriva probabilmente il suo nome, che abitarono il colle della  Cittadella sino al 459 a. C. quando fu assediato e distrutto dai Siculi di Ducezio. Nella metà del V sec. a.C. la nuova città sorse in località  Serra Orlando con un impianto urbanistico ortogonale tipico delle città greche di nuova fondazione di cui si hanno poche notizie.  Sopravvissuta sino all’età romano – imperiale, scomparve definitivamente a causa di un progressivo abbandono.       

BIBLIOGRAFIA

A. ARTINO, “La Settimana Santa in Aidone”, Sicilia Events, n. 2, 1999, pp. 4-5

M. BELL, “Il risveglio di Morgantina”, in Aidone-Morgantina, Palermo, Edizioni Ariete, 1999, pp. 14-25.

G. MAZZOLA, Storia di Aidone, Catania, 1913

I. NIGRELLI, “L’aquila degli Erei”, kalòs, suppl. al n. 3, 1997, pp. 2-15

I. PERI, “Uomini, città e campagne in Sicilia dall’XI al XIII secolo”, Roma-Bari, Laterza, 1978

V. Ruggiero-L. SCROFANI,” Valorisation of the minor historic towns of southern Italy. Tourist resources within the contest of sustainable development in Sicily”, in 2nd International Congress: Science and technology for the safeguard of cultural heritage in the Mediterranean

basin, Paris, vol. 1, 5-9, 1999, pp. 97-111.

I. SCINARDO, “La Festa di S. Filippo”, Sicilia Events, n. 2, 1999, p. 5.

A. TROVATO, “L’incanto abita qui”, Kalòs, suppl. Al n. 3, 1997, pp. 16-21.

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