Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

** LA MIA ACIREALE Istituto Comprensivo Statale “P.Vasta” Acireale

Dirigente Scolastico: Rosario Musmeci

scritto da Antonio Sciacca alunno della III F

Nell’«Isola da amare», forse più che altrove, il viaggio alla ricerca delle nostre radici ci può guidare idealmente alla scoperta di un meraviglioso mosaico nel quale le tessere sono tutte egualmente necessarie, tanto da non poter prescindere da alcuna di esse… Questo è ciò che accade quando la meta del nostro viaggio è una città come Acireale nella quale la tradizione dell’arte ceramica, la salutare acqua termale e l’antico e sempre nuovo carnevale, si intrecciano armoniosamente insieme… (G. Catanzaro e Z. Navarra)

La mia stupenda città natale, Acireale, ha una storia lunga secoli, che confonde le proprie origini nella leggenda di Aci e Galatea.

Secondo la tradizione Acireale trae la propria origine da Xiphonia, città greca oggi del tutto scomparsa. Virgilio fa risalire il mito della fondazione alla storia d’amore tra la ninfa Galatea ed il pastorello Aci, ucciso dal ciclope Polifemo. Scomparsa la città di Xiphonia, nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, che storicamente partecipò alle guerre puniche.

Durante il Medioevo la città cambiò il suo nome in Aquilia, grazie alla dominazione araba. Nel 1169 venne sconvolta da un violento terremoto che provocò la nascita di alcune borgate di Aci.

Verso la fine del quattordicesimo secolo, una parte della popolazione diede vita ad Aquilia nuova, che corrisponde all’attuale nucleo di Acireale. Di quel periodo si tramanda l’esistenza della taverna di “Zu sapienza”, posta nell’odierna piazza del Duomo.

Il 1500 fu un secolo importante per Acireale, nella quale si stava consolidando un forte ceto mercantile. La città fu liberata dal vassallaggio grazie all’imperatore Carlo V, che pagò a peso d’oro questa tanto desiderata libertà. Nel 1548 nacque l’ospedale, la prima opera pubblica realizzata in città; l’opera sarà lesionata dal terremoto del 1693 ed abbattuta nel 1811 per poter ampliare la piazza. Nel 1571 don Vincenzo Gravina definì lo stemma cittadino: questo presentava a destra il castello merlato con in cima un leone coronato e a sinistra i tre faraglioni con in alto le lettere A.G. a ricordo di Aci e Galatea. Mentre la città si trovava nel periodo di dominazione spagnola, scoppiò un tumulto spontaneo e sanguinoso contro le milizie spagnole, che costò la vita di diciassette uomini, mentre in quel periodo si contavano tra i sei ed i settemila abitanti. Risale al 1594 uno tra i documenti più antichi sul Carnevale di Acireale. Si tratta di alcuni mandati di pagamento.

La città continuava ad affermarsi come importante centro commerciale in tutto il Mediterraneo; essa accresceva le sue bellezze architettoniche ed artistiche e veniva considerata da tutti una delle maggiori città siciliane.

Filippo III di Spagna conferì ad Acireale lo stato di città demaniale, appunto “Reale”.

Contemporaneamente essa perse l’appellativo di Aquilia.

Nel 1699 la città accolse i profughi dell’eruzione dell’Etna, così Acireale giunse ad accogliere undicimila abitanti. L’esuberanza di Acireale nel campo della cultura permise, nel 1671, la fondazione dell’Accademia degli Zelanti.

La città prese parte alla guerra franco-spagnola, parteggiando per gli spagnoli e contrastando i messinesi, alleati dei francesi. Al termine della guerra, il re Carlo II di Spagna concedeva alla città il titolo di Amplissima, per la fedeltà dimostrata.

Nel 1680 veniva eletta come patrona della città santa Venera.

I processi di ascesa economica del sedicesimo secolo e di affermazione della città vennero interrotti la mattina dell’11 gennaio 1693, quando la città fu danneggiata dal terremoto che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale. Si è stimato che almeno il sessanta per cento del patrimonio edilizio fu rovinato. Si contarono ben 739 vittime.

Tuttavia, la città iniziò a riprendersi lentamente, iniziarono i lavori di ricostruzione e già nel 1705 si apriva il cantiere della chiesa di San Sebastiano. Superato il dramma della distruzione, già nel 1713 la popolazione raggiungeva i dodicimila abitanti. Nel 1848 venne costituita la Biblioteca e la Pinacoteca Zelantea.

La città divenne uno dei principali centri dei moti in Sicilia. A partire dal 1860 partecipò alle vicende garibaldine e si fregia di essere stata la prima città insorta ad innalzare il tricolore in Sicila. La città continuò ad espandersi diventando un centro termale di una certa notorietà, ed ospitò importanti personaggi come Richard Wagner ed il re Umberto I.

Dal 1880 si costruiscono i primi carri di cartapesta per il carnevale di Acireale che ormai contava quasi quarantamila abitanti.

Verso la fine del secolo fu attivata la linea telefonica e quella della luce elettrica. A partire dal 1909 aprirono importanti luoghi pubblici come il cinema Margherita ed il bar Eldorado.

Prima dell’inizio della Prima Guerra Mondiale la città fu stravolta da altri terremoti che arrecarono danni agli edifici e causarono alcuni morti.

Durante la seconda guerra mondiale i Tedeschi insediarono un comando militare ad Acireale. I cittadini affrontarono questa situazione con coraggio e determinazione riuscendo a superare la guerra grazie ad atti di estrema unione della popolazione. Nel 1946 nacque l’associazione sportiva Acireale che nel 1993 approdò in serie B. Nel 1984 fu istituita la Riserva Naturale Orientata “La Timpa di Acireale” in modo da preservare questo stupendo capolavoro naturale che ci è stato regalato dall’Etna.

Io ho solamente raccontato le origini e parte della storia della fondazione di Acireale; per me è una città meravigliosa dalle mille facce, capace di stupire da ogni punto di vista e di cui potrei parlare senza mai fermarmi. Di essa ho scoperto parte delle meraviglie che può donare a chi è capace di apprezzarla in pieno. La mia città che nella storia ha continuato ad evolversi fino a raggiungere la grandezza e la bellezza piena che ha raggiunto oggi, ha sempre dovuto affrontare grandi problemi; uno dei più recenti riguarda la morte di moltissime delle nostre rigogliose palme, dovuta alla presenza del punteruolo rosso, un insetto pericoloso e nocivo per questi vegetali.

Ma Acireale è sempre riuscita a risolvere i problemi succedutisi nel corso dei decenni, reagendo ai momenti di crisi.

Così anche noi con il nostro impegno dobbiamo dare un aiuto alla nostra meravigliosa città, sapendo che anche il più piccolo gesto può significare molto…

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