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anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* LA FONTE CANCELLIERI di Attilio Denaro

Lions Club Vittoria Presidente: Attilio Denaro

Il rinvenimento di un’abbondante sorgiva favorì lo sviluppo della città di Vittoria, costituendo uno dei punti nodali della sua storia. Come l’acqua che scorre, sempre nuova e diversa, riesce a scavare nel tempo anche la dura roccia, così tutti gli avvenimenti della storia si succedono e “scorrono col tempo”, lasciando tracce indelebili del loro “passaggio”… (G. Catanzaro e Z. Navarra)


Il Lions Club Vittoria, fra le attività volte al perseguimento dei suoi obiettivi di servizio nei riguardi della collettività in cui opera, ha incluso nel suo programma operativo per l’anno 2008- 2009, l’esecuzione di interventi che contribuiscano alla valorizzazione e conservazione di beni culturali e ambientali che fanno parte del patrimonio storico e culturale di Vittoria, indirizzando la sua attenzione sulla Fonte Cancellieri, un monumento che si trova nella centralissima via Ruggero Settimo, inglobato in una delle facciate di Palazzo Cancellieri, da cui prende il suo nome.

Esso è composto da una cortina muraria in blocchi lapidei squadrati e sagomati e da due slanciate nicchie che accolgono altrettante grandi vasche in pietra in cui zampillano due getti d’acqua continui che fuoriescono dalla bocca di due leoni.

Il monumento è molto danneggiato sia per motivi strutturali derivanti da un pregresso intervento sulla adduzione dell’acqua in cui l’antica fornitura derivante da un pozzo sottostante che portava direttamente l’acqua alla bocca dei leoni, fu sostituita da un collegamento con l’acquedotto comunale le cui tubazioni furono fatte camminare nelle fughe dei blocchi di pietra, sia per le acque meteoriche che bagnano con le loro sostanze acide la pietra per il fatto che le gronde sovrastanti non sono efficienti.

La nascita del pozzo grande da cui derivò la fonte Cancellieri, può essere fatta risalire all’espansione della città qualche decennio dopo la sua fondazione avvenuta nel 1608. La crescita della popolazione e la necessità di un maggiore approvvigionamento idrico portò infatti alla realizzazione di un pozzo pubblico al servizio della città.

 

Documenti del 1620 testimoniano la carenza di risorse idriche e il Barone Paternò Verga raccontava di “una abbondante sorgiva rinvenuta in zona pianeggiante …in funzione della quale i fabbricati presero sviluppo verso maestro e tramontana, avviandosi anche verso ponente e mezzogiorno”. Per tale fatto il pozzo grande rappresentò un nodo cardinale nella storia dello sviluppo della città di Vittoria in quanto attorno ad esso si ampliò e si raccolse l’abitato e di tali acque “si potè fare fontana e bevetura”.

È stato effettuato uno studio completo del monumento sia sul piano storico che su quello di recupero dallo Studio di Architettura del Prof. Areddia con la collaborazione degli Architetti Vindigni, Marangio, Mormina, Missud e il Geom. Antoci.

Il restauro è impegnativo in quanto si deve per prima cosa ripristinare l’antica adduzione dell’acqua, posteriormente alle bocche leonine, per evitare stillicidi dai tubi che passano nella pietra ed eliminare la slavatura delle acque piovane che deteriorano ulteriormente la pietra. Successivamente si passerà al restauro lapideo e si provvederà all’interramento dei cavi elettrici e telefonici che passano sul monumento; infine si dovrà provvedere ad una illuminazione adeguata e alla sistemazione di cartellonistica turistica.

Data l’importanza del lavoro e il valore storico dell’opera, già attenzionata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, il Lions di Vittoria ha trovato nel Comune e in un Istituto di credito iniziali compagni di cammino a cui necessariamente se ne dovranno aggiungere altri.

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