Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* ARTIGIANATO DI PREGIO C’era una volta il carretto* di Maurizio Padovano

Lions Club Bagheria Presidente: Giovanni Cardinale

Poco da aggiungere a quanto mirabilmente espresso nella lettera del ’52 dal grande Guttuso ai fratelli Ducato, “artigiani di pregio” che da lunghissimo tempo con la loro arte danno forza e valore a quel multiforme universo di storia e tradizioni chiamato Sicilia… Solo l’invito a che il nostro popolo si “riappropri” della “fantasia, della fierezza, della vitalità”, alle quali il grande pittore faceva riferimento. (G. Catanzaro e Z. Navarra)

Riproporre all’attenzione di visitatori, locali e stranieri, il “ciclo del carretto”, far rivivere anche per un solo giorno, ed in simbiosi, le varie fasi lavorative che portano al prodotto finito così come è ormai visibile solo nei musei e nelle sfilate da sagra paesana, non vuole soltanto essere un tributo a quel recupero della memoria di cui, da tanti pulpiti, si piange la dispersione. Certo, far rivivere, in una occasionale, “effimera” officina il lavoro dell’intagliatore, del siddunaro, del fabbro e dei decoratori potrebbe anche apparire come pia operazione virtuale, essendo ormai il carretto un oggetto-feticcio ornamentale, totalmente avulso dal suo originario contesto sociale.

In qualche modo però, al di là di ogni mera intenzione revivalistica, siamo convinti che un’operazione di tal genere vada fatta, se è vero che ancora oggi la famiglia Ducato, Michele Aiello e altri continuano a portare avanti una tradizione che è sopravvissuta all’inattualità del proprio oggetto, pur indirizzandosi sempre più, ma è una tendenza obbligata, verso il decorativismo e l’oggettistica di pregio. È anche vero però che una tradizione sopravvive soltanto se riesce a serbare intatto il proprio patrimonio di peculiarità all’interno di mutate condizioni ambientali. Infatti, tranne qualche sporadica sopravvivenza, se da decenni nessuno vede carretti per le strade di Bagheria, qualcosa comunque della tradizione decorativa di quegli inattuali mezzi di trasporto sopravvive nelle “lape” (lambrette furgonate) degli ambulanti, come nei banconi di certi fruttivendoli o nelle splendide architetture dei caliari.

È chiaro che soltanto questo non giustificherebbe il rinato interesse per la pittura di carretto. Racconta Michele Ducato che da quando nel 1978 Renato Guttuso curò la mostra “Forma e colore del carretto siciliano” (Palermo, Palazzo Facta), l’interesse per quel genere di pittura è prodigiosamente risorto ma, inevitabilmente, la sua bottega ha dovuto fare i conti con un nuovo tipo di committenza.


Non più carrettieri, ma aziende private, professionisti di grido che si pregiano di regalare agli amici che contano una “sponda” di carretto, istituti pubblici. Il lavoro di Michele e Giuseppe Ducato non è stato però inficiato dalle mutate condizioni, anche perché incastonare su supporti nuovi e meramente decorativi la pittura di carretto è forse l’ultima possibilità di sopravvivenza che a quest’arte è concessa.

 

Un’arte che i Ducato ripropongono con alto rigore filologico, se è vero, come è vero, che continuano a preparare da sé, secondo vecchi procedimenti di bottega, i colori, mescolando le terre colorate con l’olio di lino, e che si attengono scrupolosamente al repertorio iconologico e decorativo tradizionale.


* Bagheria – Gente, Natura, Architettura,Turismo e Tradizioni popolari Guida turistica 2008-2009 Pro Loco “G. Lo Medico” – Bagheria


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