Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* ANTICHITÀ ED ATTUALITÀ DEL TERMALISMO DI SCIACCA di Giuseppe Verde

 

Lions Club Sciacca Presidente: Antonino Arangio

Talvolta le nostre radici possono anche essere eteree e calde come il vapore naturale che attraversando pozzi e gallerie sotterranee, beneficamente avvolge chi, sin dall’antichità, si reca a Sciacca nelle grotte vaporose di San Calogero per rigenerarsi nel fisico e nello spirito. Come riporta l’autore “un posto da provare, prima di andare in giro in qualsiasi altra parte della terra o prima di lasciarla definitivamente”. (G. Catanzaro e Z. Navarra)


La natura è stata generosa nel territorio di Sciacca, dal punto di vista paesaggistico e geotermale.

Qui si trovano, in un contesto che suscita ammirazione, diverse sorgenti termo-minerali ed un fenomeno geologico – ancora non del tutto chiaro – per il quale il vapore emesso dal bacino termale si incanala in gallerie carsiche e pozzi naturali che lo conducono in cima al monte Cronio, a 7 km dal centro abitato, dove si trovano le storiche, affascinanti, mitologiche, curative ed efficacissime grotte vaporose di San Calogero. Già il nome di questo santo taumaturgo, il cui culto è estremamente diffuso in gran parte della Sicilia, evoca le caratteristiche del luogo che presenta una trentina di sedili (che gli archeologi datano a 15 secoli fa) in cui niente è cambiato dai tempi antichi, tranne per il fatto che vi si trova una illuminazione artificiale ed una porta di metallo che chiude – in un caldo abbraccio naturale – quanti vogliano sudare in un ambiente che segna 37-39°.

Un posto infernale, direte voi: niente affatto! Si tratta di un luogo piacevolissimo dove le membra dolenti e malandate si rilassano, si curano e sono avvolte da un vapore naturale che viaggia alla velocità di 6-12 metri cubi al secondo!

Un posto da provare, prima di andare in giro in qualsiasi altra parte della terra o prima di lasciarla definitivamente…

Secondo la mitologia, qui ci lasciò la pelle il famoso Minosse, descritto da Diodoro Siculo (IV 78), venuto da queste parti a cercare l’architetto Dedalo che gli aveva combinato uno scherzetto con la moglie. Ma la mitologia registra aspetti ancor più antichi nella figura di Crono, che ha lasciato il suo nome al monte.

I preistorici, che abitavano le sue grotte sin dal Paleolitico, decisero nel Neolitico di calarsi dentro il monte e lasciarvi delle offerte per rabbonire una divinità che forse ritenevano arrabbiata (l’incipiente vapore e le scosse telluriche li allontanavano dalla loro antica sede). A 50 metri di profondità (dalla cima del monte Cronio) si trovano ancora oggi una quarantina di vasi che costituiscono un santuario preistorico dedicato alla Madre Terra, vecchio di ben quattromila anni. Accanto ad essi, ogni tanto, si trovano resti umani: un vero rompicapo per i pochi archeologi che vi sono discesi (che però escludono trattarsi di un sepolcreto). Oggi, i vivi vi scendono con molta difficoltà, tramite delle scale in ferro collocate circa trent’anni fa dalla Commissione Grotte di Trieste che vi ha realizzato complessivamente 11 spedizioni.

Essendo la risalita estremamente stancante, si spera per il futuro in un progetto che consenta – in situazione di completa sicurezza – di poter visitare almeno virtualmente il contesto speleoarcheologico che costituirebbe un’attrattiva turistica eccezionale. Ma il punto di forza delle Terme di Sciacca sta nel valorizzare queste grotte dotandole di servizi accessori, per una permanenza di almeno alcuni giorni sul monte, finalizzata alla ricerca della salute e del benessere fisico e spirituale. Oltre al santuario dedicato a San Calogero, sul monte Cronio esistono due alberghi non utilizzati che vanno assolutamente recuperati, per la loro posizione strategica.

Il luogo si presta, infatti, ad escursioni a piedi (contigua è la Riserva naturale del Cronio) e può essere punto di partenza per visitare i luoghi archeologici di Eraclea Minoa, Agrigento, Selinunte o per quel gioiellino medievale che è Caltabellotta.

Presto – dice la Soprintendenza ormai da alcuni anni – riaprirà l’Antiquarium collocato accanto alle stufe, dove sono custodite ed esposte le memorie storico-archeologiche del monte Cronio e che documenta la facies culturale dello “Stile del Cronio”, che da qui ha preso il nome: nell’orizzonte antropologico della Sicilia antica, esso è caratterizzato da una ceramica decorata con incisioni particolari che risalgono a 6000 anni fa. Tutto è antico sul Cronio e tutto sembra parlare di cose ancestrali, di saghe mitologiche e di antichi abitatori; il luogo ha una valenza culturale di eccezionale portata e per i suoi aspetti curativi dovrebbe – a ragione – rientrare tra i siti che l’Unesco protegge e valorizza, perché non c’è altro posto al mondo nel quale l’uomo si reca da così tanto tempo per trovare efficace rimedio ai suoi malanni. Attualmente, il sito versa invece in uno stato di decadenza come il resto delle terme sciacchitane, perché da una decina d’anni la Regione Sicilia, che ne è titolare, ha deciso di privatizzarle, con risultati alquanto discutibili.

Scendendo a valle, si incontra il vecchio stabilimento ottocentesco dove sin dal Medioevo (lo testimonia un ponte a tutto sesto e la relativa documentazione cartacea) la gente si è curata, utilizzando le acque: oggi lo stabilimento della Valle dei Bagni è abbandonato e – se non diventa un centro benessere (com’è nei progetti delle Terme di Sciacca S.p.A.) – potrebbe in ogni caso essere utiliz71 zato come centro di documentazione per il millenario patrimonio termale e culturale di Sciacca, da far visitare a scolaresche e turisti. A poche centinaia di metri da esso, si trovano le piscine scoperte dei Molinelli che d’estate offrono relax e piacevoli serate a commensali seduti o ad utenti in vasca.

Sul pianoro di Cammordino, ad est della Città, si erge lo Stabilimento Nuove Terme, sede di molteplici servizi nell’ambito idrotermale che oggi lamenta una fase di decadenza per i motivi sopradetti. Le acque restano comunque ancora efficaci e vengono sfruttate per preparare fanghi terapeutici, vapori per inalazioni, aerosol, irrigazioni, insufflazioni di gas solfureo e trattamenti riabilitativi in vasca e nel grande reparto di fisioterapia che con i suoi oltre 20 camerini, attrezzati per la terapia fisica e la terapia manuale, ha portato benefici preziosi a clienti locali ed anche stranieri. All’esterno si trova la grande piscina coperta che, avvolgendosi a ventaglio su se stessa, d’estate diventa piscina all’aperto e viene usata per piacevoli nuotate in vasca con acqua solfurea.

Il futuro delle Terme? In una presa di coscienza della popolazione locale (che non ha amato la propria storia ed il proprio patrimonio naturale), nell’impegno fattivo e concreto di politici e amministratori locali, che non si limitino alle sole proposte ma traducano la loro azione politica in risultati efficaci e duraturi, frutto di una responsabilità condivisa che dia nuovo lustro a queste strutture così antiche e così attuali per il bene comune.


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