Sicilia l'Isola da amare
anche attraverso il recupero della memoria storica delle nostre radici

* ADRANO di Angelo Abbadessa

Lions Club Adrano – Bronte – Biancavilla Presidente: Sebastiano Zizza

Quando la memoria delle nostre radici ripercorre  tutte le età dell’uomo e si spinge sino al paleolitico…:  così è per Adrano, ridente cittadina sulle pendici  dell’Etna. Talvolta è ripercorrendo a ritroso la storia  dell’uomo e delle sue piccole-grandi conquiste, che ritroviamo  noi stessi…(G. Catanzaro e Z. Navarra)

La particolare posizione del territorio di  Adrano, attraversato dal fiume Simeto e posto  sulle pendici dell’Etna, ha favorito nei millenni gli  insediamenti umani.

Le prime tracce di frequentazione di popolazioni  nomadi risalgono all’era paleolitica.  Successivamente, nel neolitico, il territorio fu  sistematicamente occupato da varie popolazioni,  specialmente nella parte collinare.

Una significativa svolta si ebbe con l’arrivo  delle popolazioni sicule, verso il X secolo a.C., le  quali occuparono un vasto territorio di circa 60  ettari, a 8 km. a nord-ovest dell’attuale Adrano e  fondarono una città che, dal nome della contrada  in cui sorse, è stata denominata dagli studiosi  “Città del Mendolito”. Il sito, venuto alla luce  grazie anche al contributo dell’archeologo Paolo  Orsi che dal 1898 al 1910 lo visitò a più riprese,  è stato definito da Luigi Bernabè Brea “uno dei  massimi centri dell’archeologia indigena della  Sicilia”. Sin dai primi anni sessanta esso è stato  oggetto di diverse campagne sistematiche di scavo. 

Del centro abitato sono ancora visibili alcuni tratti  della cinta muraria, il più importante dei quali  è quello meridionale, realizzato con un doppio  paramento di conci di pietra lavica e riempimento  a secco, nel quale è ricavata una delle porte di  accesso alla città. Nello stipite orientale di questa  porta è inserito un blocco di arenaria di grandissimo  valore: esso infatti contiene un’iscrizione che  costituisce il più lungo e importante testo in lingua  sicula finora conosciuto. Della città sono stati  messi in luce anche diversi vani di abitazione risalenti  al VI secolo a.C. e presso uno di questi, nel  1908, è stata rinvenuta una grande giara in terracotta  contenente circa 800 kg. di bronzo, il secondo  per importanza tra i depositi di questo tipo  rinvenuti in Italia. I materiali contenuti nella  giara, pani ancora grezzi e oggetti di vario tipo,  databili dalla fine dell’VIII secolo alla prima metà  del VII, sono oggi esposti nel Museo Archeologico  di Siracusa.

Per quanto riguarda le necropoli, particolarmente  caratteristiche di questo centro siculo sono  le tombe di contrada Sciara Manganelli, costruzioni  circolari a cupola, in pietra lavica, che rappresentano  un tipo di sepoltura insolito in Sicilia,  probabilmente di tradizione micenea.

Un importante mutamento si ebbe nel 400  a.C. quando Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa,  raccogliendo le popolazioni sparse nella zona  e sicuramente anche gli abitanti della Città del  Mendolito, per accrescere il controllo siracusano  nella zona fondò, sul posto dove sorge l’attuale  Adrano, una città fortificata con mura ciclopiche  formate da grossi blocchi lavici, alla quale diede il  nome di Adranon, dio siculo della guerra.

Un altro significativo evento storico si ebbe  con la venuta in Sicilia del corinzio Timoleonte il  quale nel 344 a.C., dirigendosi verso Siracusa,  sconfisse nei pressi di Adrano, con l’aiuto degli  Adranitani, le truppe di Iceta, tiranno di  Leontinoi. Timoleonte, secondo la leggenda, fu  accolto con favore dalla città di Adrano, di cui  divenne signore. Dopo questa battaglia tutte le  città greche della fascia orientale dell’isola vissero  un lungo periodo di governo democratico.

Nel 263 a.C. (prima guerra punica) i consoli  Valerio e Otacilio marciarono su Adrano e la conquistarono  a viva forza, mettendola a ferro e fuoco  e riducendola a “città stipendiaria”. La denominazione  greca di “Adranon” venne cambiata in  “Hadranon”.

Tutti i successivi eventi storici hanno sempre  interessato Adrano, dai bizantini chiamata  “Adranion”, dai Saraceni “Adernù” o “Adarna”, dai  Normanni “Adernione”,  dagli angioini-aragonesi  “Adernò”, per riacquistare  infine nel 1929 il  nome latino di “Adrano”.

Oggi Adrano è una  città di circa 36.000  abitanti, posta in una  splendida posizione geografica,  ricca di monumenti,  dalle mura ciclopiche  e dal ponte dei Saraceni al maestoso castello  normanno, ancora ben conservato, all’interno  del quale è sistemato l’importante Museo Archeologico  Regionale.

La città è ricca anche di chiese e di monasteri  tra cui quello benedettino di Santa Lucia, lasciato  da Adelasia, nipote prediletta del gran Conte normanno  Ruggero.

La struttura economica della città è basata prevalentemente  sull’agricoltura e il turismo. Famosa  è la pasticceria adranita che si rifà alla migliore tradizione  siciliana.


 

(G
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